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TRAVELFOOD & LIFESTYLE WEBLOG - EXPERIENTIAL MARKETING

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TRAVELFOOD & LIFESTYLE WEBLOG - EXPERIENTIAL MARKETING

ANCONA VISIONARIA

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Disegno di una mappa esperienziale oltre la mera cosmesi urbana

Proposte e spunti di riflessione su un concept creativo finalizzato all'implementazione di un ideale modello d'itinerario urbano esperienziale, attraverso l'applicazione di strategie di marketing atte a valorizzare efficacemente l'attrattiva turistica di una città apparentemente priva d'identità, mediante un percorso suggerito da elementi di storytelling e place branding. La città si trasforma in un palcoscenico di esperienze immersive per mezzo di un tracciato dinamico e interattivo di effetto incisivo, dove la cultura, il mito, la storia e l'innovazione tecnologica si fondono con i sensi, ingenerando un legame profondo e duraturo ai visitatori, poiché il tempo è un artista che dipinge l'esistenza con pennellate di ricordi ed emozioni.

Autore: Gabriele Cotichelli
Professionista della comunicazione pubblicitaria
© Riproduzione riservata.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

ANCONA: VICINO RIMINI, MA PIÙ GIÙ

Come un diamante grezzo, il capoluogo marchigiano è un monile tenuto nascosto che attende di essere scoperto e apprezzato, ma chi lo conosce usualmente non sa come farlo brillare. Perlopiù, quando all'estero si confida a un abitante di un altro paese che si risiede in Ancona, la reazione comune è un silenzio imbarazzato, seguito da una domanda: "Dove si trova?". La risposta più immediata: "Vicino Rimini". "Ah sì, ..." , la reazione, annuendo con un sorriso di soddisfazione come se avesse finalmente capito dove si trova Ancona. Qualcuno replica: "Ah, sì, le Marche!", con un tono di voce che suggerisce di averne forse sentito parlare. Ancona è un enigma avvolto nel mistero che si svela ai suoi seguaci più ostinati, un luogo dove trascorrere del tempo senza essere disturbati dagli ospiti. "Una meta alternativa al turismo di massa che punta su autenticità, qualità e accoglienza relativamente alle esperienze culturali", come espresso da una dirigente del Municipio dorico in un incontro finalizzato alle strategie di valorizzazione del patrimonio storico-archeologico locale. Ancona, dove il sole sorge e tramonta sul mare in un abbraccio di luce che incornicia il promontorio del Conero, vive una curiosa contraddizione: è sul mare, ma non ha il mare nel senso turistico e mondano del termine, con spiagge estese o stabilimenti dominanti la scena. Il suo rapporto con l'acqua è più ruvido, legato al porto, ai moli e alla storia marinara, dove il mare è lavoro, viaggio e identità inespressa più che svago. Allo stesso modo, Ancona ha l'arte – racchiusa nei suoi scorci, nei monumenti come il Duomo di San Ciriaco o l'Arco di Traiano – ma non si presenta come una città d'arte nel senso classico, priva della fama e delle folle che inseguono le mete più blasonate. Questa dualità la rende unica: una città che non si offre facilmente, ma che si lascia scoprire con lentezza, quasi con discrezione. È un luogo che si vive più che si visita, dove il mare e l'arte sono parte della quotidianità, non spettacoli da esibire. Certamente belle virtù attribuibili al territorio, ma altamente insufficienti a sopperire una politica attiva e attrattiva per il turismo dei vacanzieri e la crescita della città, ma anche della regione. Pur essendo una città con un ricco patrimonio storico e paesaggistico, soffre di un deficit di attrattività rispetto anche ad alcune piccole località dell'entroterra come Genga, famosa per le spettacolari Grotte di Frasassi, che offrono un'esperienza con carattere di unicità e immediatamente riconoscibile. La marcata assenza di un'identità turistica e di percorsi strutturati atti a valorizzare le risorse culturali e naturali, crea le condizioni ideali ai vacanzieri che sbarcano dalle navi da crociera di dedicarsi a escursioni fuori città, alla ricerca di mete più iconiche e organizzate, piuttosto che stazionare in un centro urbano che non riesce a comunicare appieno il suo potenziale.

DAL "MUGUGNO" GENOVESE ALLO "SFREGNO" ANCONETANO

Un interessante confronto tra espressioni dialettali che riflettano l'indole e il carattere di due diverse popolazioni italiane può essere interpretato dal “mugugno” genovese, noto per la connotazione bonaria e ironica, e dallo “sfregno” anconetano, che suggerisce un atteggiamento più diretto e pungente. La popolazione anconetana, abituata alle proprie tradizioni e abitudini, sembra talvolta restia ad accogliere novità e cambiamenti, preferendo mantenere uno stile di vita tranquillo e consolidato. Per contrastare lo “sfregno” degli anconetani, refrattario e indolente, sarebbe utile promuovere un clima di apertura, collaborazione e valorizzazione della cultura locale, attraverso iniziative e attività che favoriscano la costruzione di relazioni positive e la condivisione di idee. Al di là dell'eccezione che conferma la regola, peculiarità distintiva di non poco conto dello “sfregno” autoctono, da non sottovalutare e tenere sempre presente, è l'inevitabilità della critica. Qualsiasi azione si intraprenda, è destinata a essere giudicata insufficiente o fuori luogo, poiché comunque si agisca, si agisce male.

"ANCONETANITÀ" E TURISMO

L'anconetano, abituato a vivere in una città non esattamente identificata come meta a vocazione turistica, tende a percepire il proprio territorio come un luogo "intimo", quasi esclusivo, dove ogni angolo ha un valore personale o quotidiano e dove l'arrivo del vacanziere, in alcuni casi, viene vissuto come una sorta di "invasione" che altera l'equilibrio della familiarità. Non avendo la città una tradizione consolidata di accoglienza turistica, ciò può portare a una certa diffidenza o a un senso di sovraffolamento e impreparazione nel gestire i visitatori, che a volte vengono percepiti come "estranei" e incapaci di comprendere il valore autentico del luogo. La popolazione, legata visceralmente alla propria città, pur criticandola spesso, è gelosa del posto e delle tradizioni, temendo che il turismo possa banalizzarne o snaturarne le peculiarità. Il fastidio provocato dall'estraneo ad alcuni anconetani non è tanto una questione di ostilità, quanto di difficoltà ad adattarsi a un cambiamento condiviso degli spazi e risorse con chi non appartiene alla comunità locale. Individui spesso schivi e con un carattere asprigno incline ad assembrarsi in piccoli gruppi, tuttavia riuscendone a guadagnarsi la fiducia si aprono con schiettezza, mostrando una cordialità ruvida ma autentica, anche se l'empatia non è sempre il punto di forza su cui far leva.

CULTURA DELL'ACCOGLIENZA

La città di Ancona mostra un conclamato deficit strutturale nell'arte di accogliere e trattare gli ospiti in modo cordiale e professionale, dovuto a una carenza di investimenti pregressi nella formazione del personale e nella pianificazione strategica del turismo contraddistinta da una scarsa capacità di adattamento alle esigenze dei forestieri, con una proposta di servizi e strutture che non risponde adeguatamente alle loro attese, generando un disallineamento tra offerta e aspettative. La storica mancanza di cultura dell'accoglienza è determinata inoltre, per indole, da una insufficiente attenzione verso l'esclusività stessa dell'offerta predisposta da attività commerciali e turistiche, con un livello di customer satisfaction che risulta sovente essere inferiore alle previsioni dei clienti o dei malcapitati visitatori. Ruvidezza diffusa e precaria dottrina estetica del territorio, essendo criticità altamente penalizzanti che si traducono in percezione di trascuratezza e disinteresse collettivo, spesso frutto di abitudini radicate e di un individualismo poco temperato, limitano il potenziale attrattivo e la qualità dell'esperienza di chi visita o vive la città. Affrontare il male radicato con un approccio sistemico attraverso iniziative che incidano sulle relazioni sociali, stimolando il senso di appartenenza e promuovendo il valore della cortesia, contribuirebbe al cambiamento culturale e alla mutazione delle debolezze in opportunità.

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ANCONA (NON) MANDA IN COMA!

"Signora mia non se ne può più, quattro giorni d'inferno!". La frase udita casualmente al cosiddetto Riò della fettina in una conversazione tra signore della buona borghesia, durante lo svolgimento dell'annuale Fiera di San Ciriaco. A zonzo per la città, in un'occasione d'incontro tra vecchi amici, uno dei due esordisce: "Ciao, come stai? Quanto tempo che non ci si vede, che fai di bello?". L'amico sogghigna e risponde: "Me godo la penziò in santa pace, porto a spasso el ca', l'estate a Portonovo, 'na chiopa de moscioli e pe' 'l resto semo a posto, me riposo senza rotture de cojoni". L'altro incalza: "Adesso che puoi, non esci, non fai ...". E lui replica: "Per carità, so' ancunetà!". A un commerciante del posto che, oltre alle pastarelle in esposizione, come le chiama lui, prepara torte per matrimoni ed eventi memorabili, si chiede il perché, in virtù della sua maestria, non presenti qualche produzione dolciaria diversa dalla solita offerta stereotipata, magari creazioni di spessore internazionale come la Dobos, Eszterhazy, Gâteau Opéra, Baumkuchen o la ben più nota Sacher. Risponde testualmente: "E che n' ciò provato, m'è rmasto tutto li! Volene sempre le stesse robe, el millefoie, i bignè cicci, ...". Tre circostanze emblematiche che forse rappresentano le eccezioni, ma che con la loro essenza sono espressione di una peculiarità presente nell'indole riservata e a tratti poco incline ai cambiamenti. D'altro canto, l'altra faccia della moneta locale predilige da sempre l'esterofilia, anche se l'esotismo può far tappa a Rimini o Riccione a tirar tardi nei locali delle colline romagnole. Chi ha voglia di mordere la vita, per poi raccontare il vissuto di esperienze strabilianti, spesso approda ai lidi di Portocivitanova o Senigallia poiché il Capoluogo è ritenuto poco attrattivo, come impresso in bella mostra sul muro imbrattato di un edificio con l'esplicito messaggio: Ancona manda in coma; visibile da chiunque, più o meno da venticinque anni, sulla pubblica via del Canale, poco oltre il liceo Rinaldini all'altezza del civico numero due, senza che nessuno si sia mai adoperato per farla cancellare. 

Ordunque, in una città immersa nel torpore più confacente agli anta, le giovani generazioni meriterebbero attenzione, reattività e meno insensibilità da parte delle istituzioni poiché rappresentano il futuro della comunità, necessitando di un cambio radicale delle dinamiche di marketing per soddisfare la domanda contemporanea non corrisposta da altrettanta offerta di qualità, sia nei servizi che nella produzione di avvenimenti ad ampio spettro contemplanti destinatari diversi da quelli già raggiunti. L'accentuata scarsità di luoghi deputati a far festa sottolinea l'importanza d'individuare ulteriori ubicazioni appena decentrate o periferiche, da attrezzare e dedicare allo svago, oltre a quelle già attive in zona Baraccola, Piazza Pertini o Porto antico. Un'opera visionaria di rigenerazione urbana, che si adoperi per il reperimento di location inconsuete e inedite, dove esprimere nuovi linguaggi e dar vita a un intrattenimento vivace che esplori strade alternative a quelle già percorse.

Il centro storico, custode atavico dell'anima cittadina, negli anni ha mutato la propria natura identitaria ridimensionando la tendenza degli individui alla convivenza sociale, il livello di desiderabilità e il dinamismo destrutturandosi per alimentare una fallace promessa di modernismo catalano in cui le arterie principali, modificate da un progetto di ristrutturazione urbana ispirato alle ramblas, avrebbero dovuto suggerire ai visitatori il percorso ideale del diletto dal porto al Monumento ai Caduti, anziché alla statua di Colombo. La bontà di un modello da imitare dipende dall'uso che se ne fa e non è detto che la replica possa funzionare in un contesto socio-culturale profondamente diverso, ben vengano notti bianche o rosa, pre-serata festanti o similari, ma importare dentro le mura cittadine un formato metropolitano a vocazione turistica percepito altrove, dove folle chiassose manifestano tutta la voglia di vivere a ogni ora del giorno e della notte, in un luogo che si desta all'alba per acquietarsi al tramonto e sopirsi prima della mezzanotte, non rispecchia appieno l'aspettativa dei residenti. Adattare iniziative ispirate da altre realtà, piuttosto che introdurre passivamente formati già confezionati e funzionali in contesti diversi, arricchendo le proposte imprenditoriali locali, consentirebbe di reinterpretare in modo originale il modello concettuale del noto Covent Garden londinese, valorizzandolo e rivitalizzandolo senza snaturarlo, estendendone l'applicazione dal centro città fino a corso Amendola compreso. 

Stile, eleganza, bellezza, valori estetici magnificati, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, negli articoli dei quotidiani nazionali che citavano Ancona tra le città in cui risiedeva la più bella gioventù e trasmetteva via etere la prima tele privata d'Italia. Si rammenta con nostalgia la piacevolezza e il senso di benessere provati respirando l'aria leggera di allora, quando il cuore pulsante della Città era permeato da buoni sentimenti e animato da fermenti culturali antesignani del fare clubbing, vetrine importanti ed eleganti degli atelier di moda, umanità partecipativa proveniente dall'hinterland spinta dalla voglia di esserci nel bel mezzo dello struscio quotidiano e dalla primigenia cortesia genuina degli esercenti del tempo decorso, riassunta nell'espressione "Bevete e sorridete!" dei titolari del mitico bar Torino, ancor prima della Milano da bere. La cultura dell'ospitalità ha certamente bisogno di essere attualizzata rispetto a quella spontanea di allora per tradurre i segni di un cambiamento epocale, con la capacità di generare una sorta di economia dell'intangibile uniformando verso l'alto l'erogazione dei servizi proposti all'avventore, nel frattempo evolutosi, da considerare risorsa preziosa da trattare con riguardo, poiché accogliere non implica solamente approntare del buon cibo o disporre di prodotti sofisticati, ma anche elargire quel sovrappiù di valori idonei a trasmettere le giuste emozioni che appagano i sensi, lasciando una memoria positiva nell'ospite alla ricerca di un approccio edonistico in cui identificarsi. Riesumare il modo d'essere di quel tempo è probabilmente una missione impossibile e anacronistica, ma implementare l'appetibilità di alcune attività à la page, tramite l'incontro di filosofie di servizio cosmopolite che uniscano il sapere al saper fare del capitale umano, è senza dubbio fattibile e auspicabile per ingenerare un processo virtuoso che tenga conto dei meccanismi di emulazione, quantomeno in alcuni settori trainanti il commercio che incentivino la permanenza delle persone in loco. Il superamento del mero apprendimento impartito dal pulpito avverrebbe sul campo aderendo a manifestazioni che darebbero la possibilità di inserire la Dorica tra le tappe salienti dei circuiti internazionali di tendenza e che, oltre a formare le risorse umane con una visione più ampia di quella provinciale, dove il confronto coniuga filosofie di servizio, tecniche e tecnologie proiettate nel futuro, offrono visibilità accendendo le luci della ribalta sulla città, come ad esempio avviene nei challenge del drinking o del food & beverage, oppure nell'ambito delle competizioni a vasto raggio del cosiddetto lifestyle. Complice anche un'offerta spesso inespressiva e incolore, l'aura pallida che ammanta la terra di mezzo dei corsi principali non trae opportuna energia vitale dal volano portuale ingabbiato nel suo recinto che, tranne in qualche raro caso di resa di posizione, fornisce un debole impulso allo sviluppo del commercio e al benessere cittadino dentro le mura.

Negli anni più recenti, chi ha avuto la fortuna di viaggiare ha scoperto con meraviglia quanto sia facile parcheggiare l'auto al coperto in varie località della Costa Azzurra, sia a Nizza che nella zona centrale del Principato di Monaco, poco distante dal Casinò di Monte Carlo e dal Café de Paris, ma soprattutto è rimasto sbigottito dalla tariffa oraria applicata: prima ora gratis e dalla seconda in poi un Euro, con un elenco di facilitazioni giornaliere particolarmente vantaggiose per residenti e lavoratori. Pensando alle difficoltà che quotidianamente si affrontano per trovare agevolmente un parcheggio nelle aree centrali della Città dorica e alle tariffe più elevate rispetto ad alcuni blasonati luoghi turistici, forse una riflessione conviene farla oppure reperire risorse e spazi per progettare una sorta di avveniristico tapis roulant per la pedonalizzazione assistita che attraversi la Galleria del Risorgimento, unendo il centro con l'immediata periferia dove forse si riuscirebbe più agevolmente a posteggiare; parafrasando un'espressione americana, pochi parcheggi, pochi affari! Per le buche in strada, ci si attrezza con un sottile manto di bitume in prossimità della visita del Santo Padre o in attesa delle elezioni amministrative. 

Nella futuribile previsione di dare il benvenuto al nostrano Café del Mar in prossimità del Duomo, lo scenario unico del Passetto ritrae e identifica il naturale lounge anconetano impreziosito da una vista stupenda sul mare, un'atmosfera rilassante e confortevole, facilmente comunicabile e con servizi da implementare per il soddisfacimento delle esigenze locali e turistiche. La sicurezza e l'accoglienza in Pineta, unitamente alla valorizzazione dell'area Grotte del Passetto, tra i simboli identitari anconetani, dovrebbero far parte degli obiettivi primari dell'Amministrazione cittadina e inoltre il Monumento ai Caduti meriterebbe il rispetto da parte di chiunque non più fungendo, come è avvenuto in passato, da camerino e passerella per spettacoli di moda. 

Tutto appare scollegato, banale e fine a sé stesso, in mancanza di una visione d'insieme lungimirante da parte di una competente regia tecnica agente sotto l'egida della politica, poiché il valore spendibile della città di Stamira e di Corelli è incrementabile investendo nella sua identità, attraverso un percorso concettuale che persegua l'utopia di un sogno riuscendo a trarre valore tangibile da un asset intangibile. Ancona può e deve riuscire con l'attrattività in dote a brillare di luce propria e non solamente usufruire di riverberi periferici o risonanze regionali, divenendo il dormitorio di itinerari già battuti; da trent'anni l'arte affabulatoria dei politici ripete la stessa solfa aggregandola per convenienza a Portonovo e all'entroterra. Le chicche arricchiscono la proposta, ma non sono le sole peculiarità trainanti per una proficua permanenza turistica e indimenticabile nella Dorica. La capacità sinergica di valorizzazione delle risorse culturali, enogastronomiche, artistiche, storiche e paesaggistiche territoriali necessita di una promozione simbiotica nei pacchetti turistici per tradursi in esperienza efficace di consumo, ma è un diverso obiettivo da conseguire, seppur complementare, rispetto all'emersione delle virtù avvertite come valore antropologico dalla comunità e che concorrono ad aver piena consapevolezza dell'identità latente che stenta ad acquistare lucidità.

Articolo pubblicato sul weblog Spumarche – luglio 2022

UTILIZZO DEL TESTIMONIAL NELLA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

L'eventuale utilizzo di una figura pubblica nella comunicazione pubblicitaria di natura istituzionale e identitaria, nel caso di specie legata a una determinata area geografica amministrata da un ente territoriale, è una scorciatoia furba che può dare subitanea notorietà quando si è a corto di idee o contenuti da raccontare con creatività, ma anche un'arma a doppio taglio, a volte inappropriata, sia per la scelta dell'ipotetica celebrità carismatica, che dovrebbe farsi garante per l'intera comunità e trasferire le sue qualità positive incensando la bontà di ciò che promuove per immedesimazione, sia per i rischi di sovrapposizione mediatica con l'immagine del prescelto o della prescelta, oltre che per eventuali vicissitudini personali o professionali legate al personaggio di successo. La carenza di idee creative o di strategie di marketing coraggiose e innovative portano alla scelta di soluzioni "facili" e "pronte all'uso", preconfezionate per tentare di rilanciare turisticamente territori poco conosciuti o con reputazioni negative, senza investire troppo tempo e risorse nella costruzione di progetti inusuali, originali ed efficaci. Nel contesto di una società contemporanea acentrica e differenziata, contraddistinta da iperconnettività e frammentazione dell'attenzione, l'utilizzo del testimonial come strategia di comunicazione territoriale risulta non solo obsoleto, ma anche controproducente in termini di engagement e brand awareness, ovvero di connessione significativa con il target di riferimento e di consapevolezza dell'unicità dei luoghi tramite la conoscibilità di marca, poichè non riesce a intercettare efficacemente i bisogni e le aspettative di un pubblico eterogeneo sempre più avveduto, plurale e disincantato. Ultima ratio, in alternativa a ogni altra opzione, per un messaggio efficace appare fondamentale scegliere un testimonial con un'empatia genuina, capace di parlare al pubblico e di creare una connessione duratura stabilendo un legame emotivo autentico. Piuttosto che puntare su un endorser, la scelta di un regista di fama internazionale per la realizzazione degli spot è sicura garanzia di una narrazione visiva più potente e originale, capace di catturare l'attenzione del pubblico e valorizzare il messaggio con un linguaggio cinematografico di alto livello. Se la credibilità e i valori di una variegata struttura organizzativa sociale hanno bisogno di essere espressi dalla fama del testimonial, la comunità stessa ha ben poco da esternare, ovvero, semplificando, se si ha bisogno di altri per farsi belli, probabilmente non si è realmente troppo attraenti!

PEAK-END RULE

Il cervello umano economizza le risorse cognitive dando maggior peso alle esperienze apicali e conclusive, che restano permanenti e determinanti nella valutazione complessiva del vissuto indipendentemente dalla durata, quindi è basilare ottimizzarle per migliorare la percezione della vacanza da trascorrere. Daniel Kahneman, psicologo e professore emerito di psicologia, vincitore del premio Nobel per l’economia del comportamento umano, ha dimostrato per via sperimentale che gli individui basano le proprie decisioni su euristiche mentali che sostituiscono il ragionamento razionale, analitico e complesso, con processi intuitivi veloci e automatici, dimostrando i limiti della logicità nella scelta decisionale. Inoltre, l'abitudine all'odierna immediatezza imposta dall'era digitale trasforma le decisioni in reazioni istantanee, guidate più dall'istinto che dalla riflessione approfondita, poiché gli algoritmi e le interfacce con l'utenza sono ottimizzati per catturare l'attenzione dei fruitori e dirigere le decisioni in modo rapido e istantaneo, spesso attraverso meccanismi di feedback e notifiche che stimolano risposte impulsive. L'attuazione di strategie di marketing esperienziale informate dalla comprensione della peak-end rule, un pregiudizio cognitivo che modula la valutazione retrospettiva delle esperienze trascorse, può consentire ai pianificatori di pacchetti turistici di ottimizzare la progettazione di itinerari personalizzati, enfatizzando i momenti di picco emozionale e la creazione di ricordi duraturi che influenzino la percezione complessiva della visita alla città. In una sorta di economia all'accesso di risorse mnesiche, si tendono a ricordare i picchi emozionali, piacevoli o spiacevoli, unitamente alla conclusione dell'esperienza vissuta, condizionando significativamente la valutazione d'insieme dell'evento. Disegnare un itinerario per una visita appagante alla città di Ancona, apportando scientemente variazioni all'intensità emotiva delle singole tappe del percorso, significherebbe fornire linfa vitale alla creazione di una futura euristica cognitiva nel sé mnemonico del turista a cui, secondo il principio della peak-end rule, non rimane impressa l'intera durata dell'esperienza ma puramente alcuni dettagli indelebili delle suggestioni più intense e dell'epilogo. Poiché nel post Covid il consumatore è diventato il vero influencer di mercato, l'esperienza gratificante dell'evento può trasformare il turista in un inconsapevole opinion leader che, con la sua capacità di drive, al rientro dalle ferie condividerà gli istanti emozionali della vacanza con amici, familiari e follower delle piazze virtuali, generando raccomandazioni positive e racconti idonei a ispirare le decisioni di nuovi potenziali viaggiatori immersivi, con un salutare impatto economico sulla località prescelta. I contenuti originati, foto, video e recensioni, possono essere condivisi dagli utenti sui social media o blog aumentando la visibilità della meta di viaggio. La destinazione turistica si evolve in un'esperienza di storytelling, che combina branding territoriale e identità locale, per la genesi di un racconto di viaggio coinvolgente e memorabile, in cui il visitatore diventa protagonista e ambasciatore di una storia attrattiva e interattiva. In virtù delle narrazioni che attengono alla sfera emozionale, le vicende urbane trascorse diventano contenuti di un modello esperienziale per nuovi potenziali turisti ispirati a condividere l'essenza della città in modo autentico e avvincente, avendo la possibilità di sceglierla deliberatamente come meta leisure per vivere quelle sensazioni. 

PULCHRITUDO, DOVE I CONFINI TRA REALTÀ E SOGNO SI DISSOLVONO

Filosofia di un concept visionario ispirato al concetto di bellezza trascendente

Permane un contorno sfumato della vetusta porta d'Oriente e della città cosmopolita che vide nel perenne fluire delle epoche il naturale avvicendarsi di etnie e civiltà diverse, costituendo l'accesso al mare dell'antica e valorosa Repubblica Marinara di Ancona sprofondata negli abissi del tempo. Fatti d'armi o singoli episodi mutuati dalle vicende storiche, dando vita a degli ectoplasmi creativi capaci di strutturare eventi interagenti con pubblici diversi che, oltre a rafforzare sentimenti di appartenenza alla comunità e tutelare il patrimonio immateriale del passato, possono divenire importanti attrattori economici e culturali richiamando nel capoluogo assonnato anche il turismo balneare del Conero alla ricerca di un sovrappiù alla tintarella estiva, oppure l'occasionale visitatore di prossimità incuriosito da un supplemento di bellezza salvifica oltre la soglia dei botti di fine stagione. 

Pulchritudo identifica la filosofia di un'idea guida visionaria ispirata al concetto di bellezza trascendente, attraverso un formato di marketing della comunicazione, dove l'antropologia d'uso del bene materiale deputato alla promozione dei luoghi e alla fruizione del patrimonio culturale veste la realtà esteriore di proficue impressioni sensoriali, al di là della mera armonia estetica dei siti o della valenza storiografica della narrazione di eventi storici. Occorre far divenire la "Polis" un marchio di esperienza, che stimoli e coinvolga chiunque, prendendo spunto dal pensiero aristotelico in cui l'essere umano è per sua natura un animale politico poiché, mosso da sentimenti di civismo, si realizza compiutamente partecipando alla vita della collettività di appartenenza e dunque chiamato a contribuire alla costruzione della società e al bene della "res publica".

Creatività, conoscenza, identità e tracce annotate sui taccuini di una memoria sopita divengono leve strategiche per valorizzare l'autenticità dei luoghi a vantaggio di un nuovo modo di viaggiare, attraendo turisti consapevoli e ospiti sempre più alla ricerca di esperienze positive rispettose dell'ambiente e delle comunità locali. Non solo una sfida estetica, ma una visione integrata di marketing territoriale dall'approccio olistico capace di rispondere alle nuove esigenze del comparto, scevra da contaminazioni diagnostiche di saccenti soloni con smanie di protagonismo, che coniuga la comunicazione e il design delle emozioni con la tecné artigianale dei manufatti narratori di memorie, profumi e cultura. 

Altresì, un alfabeto vestimentario immaginato per l'event merchandising dal designer Germano Ghergo, noto direttore stilistico di vari brand globali del fashion Made in Italy e anconetano acquisito per aver lavorato con case di moda territoriali, compone lemmi e simboli di un vocabolario silenzioso della comunicazione percettiva, creando una capsule di accessori, gadget identitari e capi d'abbigliamento che, oltre a disegnare ritratti di silhouette, esprime dinamicamente il sentimento del popolo del mare e l'eleganza senza orpelli della Dorica, omaggiando una tra le capitali più significative del passato nell'ambito internazionale della produzione di indumenti griffati. L'autoctonia dei pigmenti naturali utilizzabili nella palette dei colori come il blu di guado, lo scotano o il porpora del murice di cui sono state rinvenute tracce nelle vasche tintorie di epoca romana sotto il parking Stamira, concorre ad arricchire la narrazione di una storia con salde radici territoriali, unitamente al minuto simbolismo sugli ornamenti mutuato da vetusti coni della monetazione anconetana come l'agontano e il baiocco. Nel Quattrocento, Ancona, in virtù del suo porto, fu un importante partner strategico di Firenze per i remunerativi commerci del guado con il Levante, contrastando l'egemonia di Venezia.

L'odierno utilizzo di alcuni coloranti industriali nel comparto del tessile-abbigliamento, in particolare l'azzurro, il giallo e il rosso, possono scatenare reazioni cutanee di tipo allergico comportando rischi per la salute della pelle e l'ambiente, come indicano i risultati dei test di contatto effettuati da laboratori analisi specializzati, pertanto è importante abbracciare nuovamente la rivoluzione dei pigmenti naturali e biodegradabili come alternativa sostenibile e rispettosa dell'ecosistema, nonché del benessere degli individui. I pigmenti naturali divengono un modo per riscoprire la bellezza della biodiversità e valorizzare l'eredità culturale delle tradizioni artigianali locali che assurgono ad arte. È fondamentale restituire alla diversità dei sistemi ecologici il ruolo centrale che merita nelle nostre vite e riconoscere il valore dei territori che da sempre ospitano una ricca varietà di specie e colture. Ciò richiede l'incremento e la promozione di pratiche agricole sostenibili che proteggano e valorizzino la ricchezza biologica ed ecologica, garantendo un futuro più equilibrato e rispettoso dell'ambiente.

Sensazioni tattili e connessioni neuronali attivate da un sofisticato impianto di comunicazione non verbale, in parte attribuibile al sistema cinesico, ammantano di emozioni, contenuti e nobiltà di sentimenti civici una filosofia dello spirito in grado di interagire con culture aliene tra loro. L'estetica diviene estatica, non più solo questione di forma o apparenza ma esperienza trasformativa e profonda che va oltre la semplice percezione della bellezza. At vero quanta maris est pulchritudo, il passo citato da Cicerone nella sua opera teologica De natura deorum, magnifica il sentimento della bellezza del mare che va oltre l'armonia estetica fine a sé stessa rapportandosi con gli altri elementi del creato in una proiezione d'insieme, così come la filosofia del presente abbozzo di progetto in siffatta maniera intende significare la valenza scaturita dagli impulsi creativi di ogni singola leva di marketing della comunicazione, in rapporto di complementarità con la globalità degli obiettivi promozionali da raggiungere. La pulcritudine, intesa come intima essenza della bellezza godibile, rappresenta il plusvalore emozionale che caratterizza il linguaggio della comunicazione, secondo preziosismi estetici e codici espressivi propri del sistema di significazione della moda ipotizzato dallo studioso di riferimento, Roland Barthes, poiché il vestiario da sfoggiare non comprende solamente capi da indossare ma anche storie da raccontare in modo efficace mediante la più incisiva forma di divulgazione non verbale, in cui la semiotica vestimentaria è utilizzata per veicolare e infondere nuova linfa vitale a una identità assonnata, esprimendo valori e appartenenza alla cultura civica del popolo del mare. 

Polo catalizzatore della Civiltà Adriatica e Mediterranea per il suo ruolo significativo di ponte tra Oriente e Occidente, Ancona fu un importante crocevia commerciale e culturale nel corso della storia. Da alcuni decenni, ogni anno si tiene la Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare Italiane, che si svolge alternativamente nelle città coinvolte ed è curioso notare che Ancona non abbia mai partecipato a questo evento, nonostante il suo valore antropologico e la sua rilevanza culturale. Viene spontaneo chiedersi il perché di questa assenza. Forse Ancona è stata dimenticata o è considerata meno importante di altre città? Nata sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica la manifestazione di grande prestigio, che si distingue per la valenza epocale e culturale, si articola in un corteo storico con figuranti in costume d'epoca e in una competizione agonistica tra gli equipaggi, che si sfidano nei tratti di mare antistanti le coste delle città partecipanti. Il palio remiero, replicato annualmente, attrae un vasto pubblico coinvolto emotivamente e gode di un'ampia copertura mediatica, con riprese in diretta della Televisione di Stato e streaming sulle piattaforme satellitari che raggiungono milioni di spettatori in Italia e all'estero. La Regata è quindi un'occasione significativa per rinsaldare il legame affettivo tra le comunità e le loro radici marinaresche, oltre che per promuovere la cultura e l'identità di popolo.

Probabilmente, essendo ritenuta a torto "figlia di un dio minore" e non all'altezza di competere in assenza dei requisiti necessari, la richiesta verrà rigettata dai sindaci delle altre città che anticamente furono Repubbliche Marinare alla stregua di Ancona, ma si può sempre tentare per mezzo di una politica capace di selezionare persone adeguate alle attese. Implementare inoltre il fisiologico scambio culturale con le terre del vicino e lontano Oriente, anche tramite l'accoglimento di spettacoli folcloristici di grande impatto visivo ed emotivo, oppure di anticipazioni del futuro cibernetico, contribuirebbe a rivitalizzare aree del nostro centro storico e parimenti a instaurare nuovamente rapporti dinamici con popoli distanti. Un progetto di rigenerazione urbana coordinato, che valorizzi il dialogo del mare con la città, non può ignorare la suggestiva area del Passetto, con la sua scalinata delineata ad arte da soluzioni di illuminazione innovativa ad alta efficienza energetica, le pittoresche "grotte" e scali lignei, a margine della rotonda che potrebbe divenire luogo di aggregazione turistica con l'installazione di un organo idrofonico marino, capace di interpretare la melodia generata dallo sciabordio delle onde, come avviene nella dirimpettaia Zara sull'Adriatico, unendo le due sponde in un ideale ponte tra Occidente e Oriente che suggelli un legame inclusivo di amicizia e rispetto tra diverse culture e tradizioni. Mitì, la sirena della visione onirica legata alla leggenda del litorale anconetano, da tempo immemorabile, ognindì balla al tramonto in attesa del baldo marinaio dai capelli neri proveniente da Oriente, già promesso sposo a una fanciulla dal nome Azzurrina. Ancor oggi, la bellissima Mitì dai capelli verdi come le alghe e rivestita di squame argentee, nuota e canta tra le acque del Passetto e indugia distesa sulla radura prospiciente i "Laghetti", tenendo viva la speranza di rivedere l'agognato bene perduto. Le note generate dall'armonia sonora delle onde marine accompagnano il canto struggente e al contempo seducente di Mitì, interpretato da un'opera di arte cinetica statuaria, che si muove tra le acque richiamando l'attenzione di turisti accorsi ad ammirarla, ipnotizzati dalla sua bellezza eterea ed enigmatica.

MODERNA ARISTOCRAZIA DEL MARE

In virtù del fiero passato di Repubblica Marinara e del porto strategico sull'Adriatico, l'ipotesi di allestire un evento internazionale, dedicato in toto alla nautica di lusso, indicherebbe una straordinaria opportunità per posizionare la città quale punto di riferimento nei comparti merceologici della cantieristica navale e marittima catalizzando l'attenzione di imprese, istituzioni e appassionati da tutto il mondo. Attingendo al supporto fornito dallo scalo dorico e dalle infrastrutture presenti, la fattibilità del progetto è indubbiamente elevata e auspicabile, poiché la manifestazione includerebbe esposizioni di yacht e navi di lusso, già vanto e punto di eccellenza della produzione in situ, conferenze tematiche, dimostrazioni dal vivo e un'area concessa alle startup per promuovere nuove idee e soluzioni utili al settore puntando su temi di innovazione tecnologica, propulsioni avveniristiche, sostenibilità ambientale e design nautico d'avanguardia. Oltre a rafforzare il ruolo istituzionale cittadino e l'immagine del distretto cantieristico nel panorama internazionale, una fiera specializzata nel settore nautico genererebbe verosimilmente impatti economici significativi per l'intera regione, calamitando turisti, investitori e professionisti; inoltre, la felice posizione sul fronte geografico consentirebbe di coinvolgere paesi del Mediterraneo e dell'Europa centrale in un network di collaborazioni che valorizzi il porto e le competenze locali. Ulteriore fattore positivo è l'integrazione dell'evento con iniziative culturali e artistiche come concerti, mostre e spettacoli, per offrire un'esperienza che vada oltre il business e che celebri l'identità storica e marinaresca di Ancona, tramite un'organizzazione ben strutturata e la partecipazione di istituzioni nazionali e internazionali, consolidando la città come modello di riferimento per la filiera del settore nautico e marittimo a livello globale. Avvalendosi di una comunicazione narrativa volta a evocare l'antica tradizione marinara e l'eccellente maestria artigianale intessute con il presente innovativo, finalmente anche gli Arabi facoltosi potranno giungere nelle Marche per scoprire ciò che un volto noto non può raccontare!

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ARTISTI ANTESIGNANI DI TELEPLASMI CREATIVI

Chi avrebbe mai detto che gli involucri di un paio di piccoli natanti da diporto pieni di terra e fiori sarebbero diventati opere d'arte, rappresentando lo scivolare sull'acqua degli insetti pattinatori. Se solo si fosse immaginato che semplici gusci di barca sorretti da tubi innocenti e trasformati in scarni orticelli potessero diventare capolavori, chiunque avrebbe potuto candidare qualche anziano parente o genitore alle soglie della terza età per aggiudicarsi il premio "Artista dell'anno", in quanto l'utilizzo di simili artifici fu pratica assai diffusa nel passato per separare le coltivazioni floreali da piante infestanti. Ove mai l'essere creativi consista nel riempire gusci in vetroresina o in polimero termoplastico di barchette abbandonate al Cardeto con del terriccio e dei fiori, di conseguenza anche tanti genitori attempati sarebbero stati geni dell'arte, poiché in molti giardini di casa coltivavano con modalità affini, usando vasche da bagno in disuso, gerani e crisantemi da portare sulle tombe di coniugi deceduti. Del resto, anche una scultura invisibile, totalmente immateriale, è stata venduta all'asta per migliaia di euro poiché l'artista ha sostenuto che pur in mancanza di presenza fisica esiste la sua idea, invitando il pubblico a scoprire il valore intrinseco dell'arte oltre la materialità dell'oggetto. Forse per le Marche, che hanno dato i natali a geni assoluti dell'umanità come Raffaello, Bramante o Gentile da Fabriano, è un po' riduttivo adattarsi a questi moderni filoni di arte concettuale!

IMMAGINARIO E IMMAGINIFICO

La capacità di evocare emozioni e creare esperienze immersive attraverso l'immaginario e l'immaginifico, che attingono ad archetipi primordiali o alla riscoperta delle tradizioni popolari locali, è di fondamentale importanza per una efficace e innovativa strategia di comunicazione turistica, poiché consente di stabilire un dialogo e una connessione profonda tra il visitatore e il luogo, creando un'identità visiva fortemente distintiva e senso di appartenenza, nonché riconoscibilità mediante narrazioni memorizzabili e facilmente trasmissibili tra individui anche di culture diverse. L'inventiva e l'immaginazione creativa sono componenti essenziali della psiche, poiché plasmano la comprensione della realtà attraverso la sua trasfigurazione. La fantasticheria, intesa come insieme di rappresentazioni mentali e culturali, modella le prospettive individuali, i pensieri e le relative azioni, mentre l'estro generativo, ovvero la capacità di originare immagini e scenari mentali, rappresenta uno strumento potente per esplorare la quotidianità. L'impatto comunicativo del mito, supportato dalla cinetica, combina la narrazione mitologica con la dinamicità del movimento e la tridimensionalità dello spazio coinvolgendo emotivamente gli spettatori, catturati dalla bellezza e suggestione di forme d'arte capaci di parlare con il linguaggio dell'anima all'immaginario collettivo. L'utilizzo strategico dell'immaginario e dell'immaginifico nella comunicazione contribuirebbe a creare un'identità fortemente distintiva e riconoscibile per la città, aumentando così la sua attrattività e competitività nell'ambito del mercato turistico.

ARTE CINETICA

Mitì e Stamira
Sculture cinetiche uniche che riflettano la cultura locale o i miti del territorio, simili a quelle progettate dall'artista georgiana Tamara Kvesitadze, Ali and Nino sul lungomare di Batumi, o dal ceco David Černý con la testa di Franz Kafka per la città di Praga, attrarrebbero visitatori e appassionati d'arte da ogni parte del mondo contribuendo a rendere Ancona una destinazione turistica più nota e apprezzata. Utilizzate come strumento di marketing per valorizzare ulteriormente la città e renderla più affascinante donandogli un'aura iconica, sarebbe auspicabile realizzarle anche per massimizzare l'effetto della peak-end rule, dando vita a eventi emotivamente intensi e duraturi nella memoria che influenzino la valutazione complessiva dei visitatori, attraverso la manipolazione delle variabili cognitive ed emotive che determinano la percezione dell'esperienza turistica. Le sculture cinetiche, posizionate in siti strategici come il Passetto o il Porto, senza recare offesa all'integrità paesaggistica dei luoghi, diverrebbero un simbolo della città di Ancona, significando la sua creatività e capacità di innovare e richiamare visitatori da ognidove, unendosi alla schiera delle località che ospitano le meraviglie tecnologiche e interattive nel contesto del panorama artistico contemporaneo. Le opere scultoree, alimentate da fonti di energia solare per illuminarsi o animarsi, potrebbero essere realizzate in acciaio austenitico al cromo, nichel e molibdeno resistente alla corrosione marina e atmosferica, amagnetico, longevo, facilmente lavorabile e completamente riciclabile, trasposizione simbolica di forza e solidità, con l'integrazione di trattamenti o applicazioni di materiali ecosostenibili nanotecnologici, evidenziando la fusione tra arte e innovazione, tradizione e futuro. Concepibile, anche per ipotesi, l'eventuale scelta di collocare le sculture in siti con biglietto d'ingresso, anch'essi facilmente accessibili ai mezzi di soccorso e con percorsi di evacuazione sicuri, come recentemente accaduto nella località di Genga, in provincia di Ancona, per la visita al tempio attribuito al Valadier, accanto all'eremo di Santa Maria infra Saxa, contribuendo a impinguare le casse comunali. 

Mitì
Trascendendo i confini della realtà, la leggenda della bellissima sirena Mitì rivivrebbe sulle acque antistanti il Passetto o adagiata sulla radura prospiciente i "Laghetti" per mezzo di una scultura cinetica, capolavoro di arte e tecnologia.

Ideazione e definizione progettuale
Un'entità che sembra emergere dalle profondità marine come fosse una visione onirica, con le squame lucenti del corpo realizzate in un materiale nanotecnologico innovativo ed ecosostenibile, che cambia colore e riflette la luce in modo dinamico, creando un effetto di movimento e di profondità capace di ipnotizzare lo spettatore. La statua è montata su un sistema di motori piezoelettrici, alimentati a energia solare, che consentono di muoversi con una fluidità quasi umana come stesse nuotando in mare e la sua voce, simile a un canto etereo, è elaborata dall'organo marino idrofonico progettato per catturare le vibrazioni delle onde variabili al ritmo della marea e trasformarle in una sinfonia di note musicali, perfettamente calibrate attraverso un software per la correzione dell'intonazione vocale. Udibile in orari specifici, un commovente canto d'amore, rivolto al giovane marinaio dai capelli corvini, echeggia tra le onde suscitando sentimenti nostalgici e struggenti nel cuore innamorato di Mitì. Le braccia della statua accarezzano l'aria con un movimento fluido e sinuoso disegnando un effetto onda che si propaga attorno a lei come un cerchio nell'acqua e i capelli ondulati verde-alga, che scendono lungo la sua schiena, sembrano danzare al vento, mossi da un sistema di attuatori pneumatici che simulano la brezza marina. L'alone di luce che circonda la statua è un gioco di colori e di ombre che muta a seconda dell'angolazione dello spettatore, producendo un effetto di movimento e dinamismo che capta l'essenza della sirena Mitì. La scultura cinetica è un'opera d'arte che sfida i confini tra tecnologia d'avanguardia, creatività e natura per dare vita a un evento sensoriale completo, un viaggio nell'universo della fantasia e della bellezza, dotata inoltre di un sistema di intelligenza artificiale che le consente di adattarsi alle emozioni e alle reazioni dello spettatore legato da un filo invisibile, offrendo un'esperienza personalizzata e immersiva dal profilo sinestetico che combina vista e udito. La luce e il suono si modificano su base algoritmica alle reazioni degli spettatori originando un senso di connessione profonda e memorabile in chi la osserva, favorendo e promuovendo interazioni viscerali.

Stamira
La scultura cinetica dedicata a Stamira, la leggendaria eroina che si distinse durante l'assedio di Ancona nel 1173, da parte delle truppe imperiali di Federico Barbarossa e della flotta veneziana, dovrebbe essere posizionata strategicamente all'interno dell'area portuale dorica, progettata per catturare l'attenzione dei turisti in transito con le navi da crociera arricchendo l'esperienza della visita con un ricordo emotivo, unico e indelebile della città e della sua storia. 

Ideazione e definizione progettuale
La presenza in loco di Stamira, in un punto di riferimento iconico, a suggello di un legame indissolubile con la città, attrae visitatori contribuendo a esaltare ulteriormente il patrimonio culturale anconetano promuovendone la scoperta e l'apprezzamento della ricca storia e tradizione. Posta su un piedistallo, valorizzato con didascalie descrittive, illuminata di notte con effetti di luci e ombre che enfatizzano la componente eroica della comunicazione visiva fissandone l'essenza, la statua può essere realizzata con leghe resistenti alle intemperie fabbricate con tecniche digitali in 3D o lavorate con macchine utensili a tecnologia meccatronica computerizzata (CNC), in grado di trattare la finitura degli elementi complessi da assemblare con estrema precisione. La struttura, dotata di sistemi di sicurezza e manutenzione avanzati, come sensori di monitoraggio e dispositivi di pulizia automatici, per garantirne la conservazione e l'ottimale funzionamento nel tempo, è capace di muovere le braccia come se stesse brandendo una scure o una torcia, simboleggiando il gesto eroico della vedova anconetana Stamira nell'attimo di incendiare le macchine da guerra nemiche nei pressi delle mura cittadine, con attorno elementi dinamici che simulano le fiamme. Il volto della scultura rotea volgendo il guardo indomito verso il mare e la figura sembra protendersi in direzione dell'orizzonte dove il concetto di libertà accarezza l'infinito.

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OMAGGIO A FRANCO CORELLI

Una statua dedicata a Franco Corelli, posta accanto al Teatro delle Muse di Ancona, costituirebbe un omaggio meritatissimo al grande tenore, considerando sia l'importanza della struttura deputata alla promozione dell'arte lirica che dell'artista nel panorama tenorile internazionale. 

Ideazione e definizione progettuale
Il Teatro delle Muse è il luogo ideale e lo sfondo naturale per celebrare la figura dell'eccelso cantante lirico mediante la posa in opera di una statua imponente e suggestiva, che lo raffiguri in una postura elegante e dinamica e con il viso scolpito con tratti realistici, catturando l'espressione intensa e passionale che caratterizzava le sue esibizioni. L'opera d'arte realizzata in bronzo o marmo, materiali che attribuiscono un aspetto classico e duraturo alla scultura, contempla, impresse attorno al basamento statuario, citazioni delle opere più famose impersonate da Corelli, elargendo un tocco ulteriore di stile e cultura. Simbolo imperituro della passione e della dedizione che Corelli ha sempre mostrato nella sua carriera, nonché punto di riferimento e attrazione per gli appassionati di musica e vacanzieri, la statua rende omaggio non solamente al tenore e alle rappresentazioni teatrali ma anche all'intera città di Ancona che gli dette i natali. Mentre si passeggia lungo i principali corsi pedonali di Ancona, corso Garibaldi e corso Mazzini, le note delle arie di Franco Corelli sono diffuse in sottofondo, creando un palcoscenico a cielo aperto con un'atmosfera magica e suggestiva che unisce la musica alla bellezza della Dorica. La statua di Corelli davanti al Teatro delle Muse è il punto focale dell'iniziativa, che rende la visita cittadina ancora più memorabile e la musica diviene parte integrante dell'esperienza urbana, creando un legame indissolubile tra la città e l'arte lirica.

ARTE TOPIARIA E BOTANICA

Un progetto di arte topiaria e giardino botanico ad Ancona diverrebbe un'opportunità per creare un salottino verde prezioso e incantevole, combinando la bellezza della natura alla creatività dell'arte con la realizzazione di sculture vegetali che utilizzino piante e arbusti come siepi di bosso e alloro a bassa manutenzione, oltre a collezioni di varietà di alberi o fiori come rose screziate e rare orchidee.

Ideazione e definizione progettuale
Fruibile da tutta la comunità e da turisti in visita, sono inclusi percorsi tematici sensoriali all'interno del giardino unitamente alla sistemazione di spazi di relax e contemplazione, come ad esempio panchine o aree picnic. Previsti sentieri olfattivi con esplorazioni guidate alle essenze che identificano l'areale biogeografico del Conero, postazioni fisiche con touchscreen e punti fotografici strategici che invitano i visitatori a scattare foto ritraenti gli scorci più iconici da condividere sui social, creando un effetto virale. L'intrapresa può essere finanziata attraverso fondi pubblici e privati in collaborazione, per l'ideazione estetica e operativa, di artisti locali, giardinieri, botanici e architetti del verde di chiara fama. Certamente è un'occasione per promuovere la cultura e la conoscenza della natura del comprensorio anconetano. In termini di ubicazione, l'intervento paesaggistico viene effettuato in un'area verde esistente della città, come ad esempio il Parco del Cardeto o il Parco della Cittadella o in altra superficie da mutare in un giardino urbano. Le aiuole delle rotatorie possono inoltre essere convertite in raffinati punti di attrazione attraverso l'arte topiaria, con sculture vegetali che uniscano design e funzionalità urbana. Arbusti modellati in forme geometriche, animali o simboli legati alla città arricchiscono gli spazi verdi, rendendoli decorativi e rappresentativi del carattere locale. Rotatorie intese non solamente come snodi per la viabilità, ma veri e propri giardini simbolici, capaci di catturare l'attenzione di cittadini e turisti, offrendo una fine esperienza visiva integrata nel tessuto urbano.

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GEMELLAGGIO CON BUDAPEST

Scorrendo il nastro del tempo, eventi alternativi potrebbero essere concepiti secondo criteri filologici con gli stessi meccanismi d'attrazione che animano le rievocazioni storiche di alto impatto, interessando le rappresentanze di altri Paesi che ebbero rapporti stretti con la città di Ancona, come nel caso dell'Ungheria, quando, nel 1488, Francesco Cinzio Benincasa, poeta umanista e diplomatico, fu nominato dal Consiglio cittadino degli Anziani "Oratore alla Maestà di re di Hungaria", per esprimere la gratitudine degli Anconitani all'alleato e chiedere al potente sovrano Mattia Corvino di proteggere Ancona dalle scorrerie della flotta turca, dall'armata navale veneziana e dal re di Napoli. Hunyadi Mátyás il nome in ungherese, oltre che grande sovrano del Continente europeo, abile politico e stratega militare, fu uno dei maggiori mecenati del suo tempo che promosse la cultura rinascimentale in Ungheria, attirando artisti e intellettuali da tutta Europa alla corte magiara e in particolare umanisti italiani come Cinzio Benincasa. Il sovrano ungherese deve il suo nome leggendario all'intuito del biografo italiano Antonio Bonfini, che notò la presenza di un corvo sullo stemma della famiglia Hunyadi, discendente di un'antica stirpe romana nota come Corvinus o Corvus, e decise di attribuirgli questo soprannome emblematico divenuto immortale. Nel 1487, Mattia Corvino conferì al Benincasa la proprietà dei castelli di Buccari, Buccarizza e Tersatto, sulla costa dalmata, mentre in seguito siglò un trattato che assicurava ad Ancona una protezione esclusiva contro le potenze rivali, tra cui i Turchi, i Veneziani, il re di Napoli e il gran maestro di Rodi, garantendo così la sicurezza della città e della sua flotta. Lo spunto potrebbe avere un riflesso diretto nel restauro della memoria storica scivolata nel dimenticatoio unitamente a tratti dell'identità culturale, ipotizzando inoltre il gemellaggio della Dorica con la municipalità centrale di Buda, nell'attuale Budapest, la perla del Danubio. In virtù dei legami storici tra Ancona e Budapest, si può immaginare un progetto culturale integrato che celebri questo patrimonio comune attraverso gemellaggi istituzionali, mostre itineranti, festival enogastronomici e percorsi tematici, capaci di creare un flusso di incoming turistico bilaterale, rafforzando non solo il turismo culturale ma anche il dialogo tra le due città, trasformandole in poli attrattivi per viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche e connessioni condivise.

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MUSEO DELL'ARTE URBANA A CIELO APERTO

Il rione Capodimonte, quartiere storico e suggestivo di Ancona, con strade strette e abitazioni colorate, offrendo già di per sé un'atmosfera unica e affascinante, è un luogo ideale per la realizzazione di un museo di arte urbana e di strada a cielo aperto, a breve distanza dall'area portuale degli sbarchi dei crocieristi e dal centro nevralgico cittadino. Un progetto innovativo e sostenibile di Street Art e Urban Art, arricchito dalle molteplici sfaccettature delle tecniche utilizzate come stencil, freehand, paste-up, 3D o mosaico dipinto per creare opere d'arte di elevatissima qualità, valorizzerebbe ulteriormente il quartiere restituendolo ancora più attraente e con un'aura iconica a turisti e cittadini. Con il fine di rendere concreta l'intrapresa, occorrerebbe coinvolgere artisti locali creando opere d'arte in continuo divenire che riflettano la cultura e la storia della città dorica, unitamente ad altri di fama internazionale che interpretino la loro visione della società contemporanea in una chiave di lettura cosmopolita.

Ideazione e definizione progettuale
Muri, edifici e spazi pubblici offerti per esprimersi fungono da tavolozza alla produzione artistica, generando un percorso intuitivo, visivo e sensoriale, che gli interessati possono seguire alla scoperta di ogni singola opera e, inoltre, il museo a cielo aperto può essere integrato da eventi e attività culturali, come workshop, conferenze e visite guidate, accrescenti ulteriormente la coesione sociale, la notorietà delle attività economiche di vicinato e la visita dei vacanzieri promuovendo la conoscenza dell'arte di strada e della cultura locale. Ogni produzione artistica di grandi dimensioni contempla l'utilizzo di pitture murali e materiali fotocatalitici in grado di rendere innocui per la salute delle persone e l'ambiente gli agenti inquinanti presenti nell'aria, sensibilizzando l'opinione pubblica, anche tramite la collaborazione attiva di associazioni locali e comitati di quartiere, della necessità di adottare pratiche sostenibili e tecnologie pulite per ridurre l'impatto ambientale e promuovere una maggiore consapevolezza ecologica. Il progetto può essere integrato in un piano più ampio di permacultura urbana che miri a creare spazi verdi responsabili e autosufficienti all'interno della città, divenendo un esempio di come l'arte e la sostenibilità possano convivere per creare spazi urbani più belli e partecipati. Installazioni artistiche ispirate per quanto possibile alla corrente di Michelangelo Pistoletto con materiali riciclati, oltre a promuovere messaggi di riflessione tra uomo e natura valorizzando l'arte e la creatività, contribuiscono a dare enfasi alla comunicazione pubblicitaria dell'intera città. Allestimenti immersivi, opere interattive, realtà aumentata e mappature digitali accompagnano i visitatori in un viaggio visivo e sensoriale accessibile a tutti direttamente dal proprio dispositivo. Visionari artisti di arte pubblica e street art tra i più virtuosi possono essere individuati e coinvolti tramite l'agenzia londinese MTArt, specializzata nella gestione di talenti creativi e pensatori fuori dagli schemi, selezionando dall'ampio portfolio menti innovative di alto profilo in linea con le esigenze del piano di lavoro. Il progetto di rigenerazione urbana attraverso l'arte rappresenta un esempio paradigmatico di come azioni concrete di valorizzazione degli spazi pubblici possano implementare decoro, verde e funzionalità alle aree condivise dagli abitanti, originando al contempo un nuovo polo di attrazione culturale e sociale che configuri la rinascita del quartiere tra i più noti della città dandogli visibilità a livello internazionale.

GIORNATA DEL DIALETTO ANCONETANO

Per la giornata nazionale dei Dialetti e delle Lingue Locali, istituita dall'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia nel 2013, che si celebra ogni anno il 17 gennaio per sensibilizzarne la tutela e valorizzazione, una testata del luogo potrebbe decidere di pubblicare un'edizione speciale scritta interamente in dialetto anconetano per avvalorare la lingua e la cultura locale.

Ideazione e definizione progettuale
L'iniziativa rende omaggio alla ricca tradizione linguistica e culturale della città di Ancona, mettendo in evidenza la specificità e l'identità del territorio. L'edizione speciale del giornale è un'occasione unica per raccontare storie, tradizioni, miti e avvenimenti del posto utilizzando il dialetto come strumento di comunicazione e di espressione. Gli articoli sono scritti da giornalisti, narratori e autori locali che hanno confidenza acquisita con l'idioma, offrendo così una prospettiva autentica e diretta sulla vita e la cultura di Ancona. Tale iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della rivalutazione dei dialetti e delle lingue locali che rappresentano un patrimonio importante per l'identità culturale italiana, nel mentre il giornale partecipe alla contribuzione, disponibile in tutte le edicole cittadine e online sul proprio sito web, ne promuove la conoscenza e l'apprezzamento tra cittadini e lettori della testata; occasione unica per riscoprire la bellezza e la ricchezza di terminologie e lemmi desueti celebrando la diversità linguistica e culturale della Dorica.

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RIONE DEGLI ARCHI: CICLO DI AFFRESCHI SULLE VOLTE

Il rione Archi di Ancona potrebbe essere trasformato in un'opera d'arte a cielo aperto con un ciclo di affreschi sulle volte delle arcate, ispirati allo stile di Bruno d'Arcevia, noto per le opere caratterizzate da un linguaggio pittorico essenziale e poetico, con forme geometriche e colori vivaci che si fondono in una suggestiva narrazione visiva.

Ideazione e definizione progettuale
Gli affreschi, prendendo spunto dalle decorazioni di Palazzo San Giorgio di Genova, anch'esso rivolto verso il mare e prospiciente l'area portuale, rappresentano scene della vita quotidiana, mitologia, storia o simboli che richiamano la tradizione e la cultura anconetana con uno stile che combina la modernità della composizione con la tradizione della pittura murale. Il risultato è un connubio tra arte, storia e architettura che valorizza la bellezza e l'identità del quartiere e lo rende un'attrazione culturale e turistica di grande richiamo per la città di Ancona.

ANKON, LE NOTE PROFUMATE DELLA DORICA CON ACCORDI DI SALSEDINE

Comporre lo spartito di un profumo autentico e rappresentativo della città di Ancona, che catturi con note eleganti l'essenza del mare, della storia millenaria e della cultura ricca e variegata, per creare una fragranza che sia ambasciatrice olfattiva della città. L'essenza potrebbe divenire una grande risorsa per la promozione turistica e culturale del luogo, poiché il marketing olfattivo è un potente strumento di comunicazione che influenza, attraverso connessioni autentiche e profonde, il comportamento dei consumatori dando origine a un'impressione emozionale duratura.

Ideazione e definizione progettuale
Utilizzando tecniche di branding e di advertising relative alle percezioni sensoriali e alla cultura dell'olfatto, il profumo è veicolato attraverso campagne pubblicitarie mirate, eventi e installazioni totemiche, raggiungendo così un vasto pubblico e aumentando la visibilità e l'attrattività della città. In tal guisa, il profumo diventa un elemento chiave della strategia di marketing territoriale di Ancona, contribuendo a plasmare un'identità esclusiva e riconoscibile nel panorama nazionale e internazionale.

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Salvatore Lo Faro

DOLCE DA VIAGGIO

Il maestro pasticciere Salvatore Lo Faro, insignito dell'ambito "Ciriachino d'argento", noto per aver dato vita all'omonima dolceria che porta il suo nome e che a febbraio 2024 è stata inserita nella TOP 100 delle migliori pasticcerie d'Italia scelte dalla redazione di una delle riviste più autorevoli del settore culinario, è il professionista locale più stimato e quotato per ideare un dolce da viaggio che rappresenti l'essenza di Ancona, unendo tradizione e praticità. Un'ipotetica "Torta del Porto" o un dolce "Ceriago", uno "Sciabigotto" o un "Dorico", ispirati alla storica città marinara, conservabili, facilmente trasportabili, preparati con ingredienti autoctoni come il miele di corbezzolo del Conero e racchiusi in una ganache protettiva che ne preservi la freschezza.

Ideazione e definizione progettuale
La silhouette del dolce richiama un elemento iconico della città, come la sagoma del Duomo di San Ciriaco o la linea del porto, confezionato in un packaging elegante e responsabile, perfetto per i vacanzieri che vogliono portare a casa un frammento dell'esperienza trascorsa nella Dorica, ma anche per tutti coloro che desiderano un prodotto simbolico da regalare o gustare durante un'escursione. All'interno della confezione, impressa su pergamena per richiamare l'antica tradizione artigianale marchigiana, è inclusa una piccola mappa con un racconto a sommi capi della storia di Ancona o un messaggio che narri l'origine del dolce e il legame con la città. Venduto negli esercizi commerciali locali, negozi di prodotti tipici e punti di accoglienza turistica, può essere proposto in varianti stagionali con ingredienti diversi, per mantenere vivo l'interesse e celebrare i sapori autentici del territorio tutto l'anno. La creazione dolciaria, emblema gastronomico, è pensata sia come dolce monoporzione che in formato classico più grande, ideale per essere trasportato senza perdere freschezza e consistenza, ottimo per chi viaggia o cerca un souvenir culinario, magari proposto anche in un kit di degustazione esperienziale con altre eccellenze del comprensorio.

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MIXABILITY

L'inserimento nel circuito internazionale del drinking globale trasformerebbe Ancona in una destinazione imperdibile per gli amanti della mixology e del bartending d'elite, immaginando un evento annuale o stagionale in cui bartender di fama mondiale, vere guest star del settore, arrivano da ogni angolo del pianeta per sfidarsi in competizioni creative, condividendo tecniche di miscelazione innovative e cocktail d'autore. Affidare il coordinamento degli eventi alla pluripremiata barmaid e sommelier Eva Kottrova, anconetana di adozione, aggiungerebbe un tocco di raffinatezza e originalità alle manifestazioni, trasformandole in esperienze multisensoriali. L'expertise, non solo nell'arte della mixology, ma anche nella creazione di atmosfere esclusive e di avvenimenti lifestyle, contribuirebbe alla creazione di un format davvero distintivo e innovativo.

Ideazione e definizione progettuale
Un evento di tale portata non attrae solamente turisti e appassionati, ma posiziona anche la città ai vertici del panorama planetario del bartending, sulla scia di iniziative di successo come il World Cocktail Championship della IBA o il circuito dei guest sfift globali. Le competizioni possono inoltre comprendere gare tematiche, esaltanti sia la tecnica che la creatività, utilizzando magari l'integrazione di ingredienti autoctoni regionali con il partenariato di produttori marchigiani, oppure esibizioni di bartender ospiti nei pubblici esercizi della città trasformandoli in palcoscenici della mixology. Previsti anche corsi di perfezionamento e workshop aperti al pubblico e ai professionisti per apprendere i segreti della mixology da artisti di fama mondiale. Location suggestive, come il porto antico o Piazza del Plebiscito, costituiscono gli sfondi ideali per eventi all'aperto adeguati a unire spettacolo e convivialità.

PIANIFICAZIONE DI EVENTI STRUTTURALI ANZICHÉ EPISODICI

Pianificare eventi strutturali, anziché episodici, è essenziale per costruire una narrazione coerente e consolidare l'immagine di un luogo come punto di riferimento culturale, sociale o turistico. Iniziative ricorrenti, come festival annuali, rassegne tematiche, mercati periodici o programmi educativi continuativi, creano un legame stabile con il pubblico di riferimento e favoriscono una percezione di vitalità costante. Tale approccio permetterebbe di attrarre visitatori regolari, stimolare l'economia locale attraverso incoming turistico e rafforzare l'identità del comprensorio anconetano, trasformandolo in un hub riconoscibile e vivo nel tempo incrementandone il patrimonio di marca attraverso valori percettivi. La pianificazione di eventi strutturali rappresenta una strategia fondamentale per coinvolgere attivamente la comunità e implementare le politiche di branding territoriale, contribuendo a consolidare l'identità del luogo come landmark culturale o sociale. Attraverso iniziative ricorrenti come festival tematici, programmi di engagement comunitario, eventi stagionali legati a festività o a interazioni sociali e culturali, è possibile generare un flusso costante di partecipazione remunerativa e stimolare un'economia di rete positiva. Siffatto orientamento non solo valorizzerebbe il contesto urbano, ma rafforzerebbe anche il senso di appartenenza, rendendo il luogo un punto di destinazione stabile e riconoscibile a livello locale e internazionale.

Ideazione e definizione progettuale
Organizzare eventi sporadici con musicisti o cantanti, navigando a vista e senza una strategia strutturale di lungo termine, rischia di ridursi a una politica di panem et circenses, ovvero un intrattenimento effimero che soddisfa momentaneamente il pubblico o alcune associazioni di categoria ma non genera un impatto duraturo sul territorio. Una visione strutturale deve invece puntare a costruire un cartellone che integri eventi ricorrenti, workshop formativi e collaborazioni con enti culturali e creativi. Poiché la musica è l'anima che custodisce la storia di una terra è necessario trasformare l'intrattenimento in un asset culturale, capace di generare valore economico, identitario e sociale, evitando così di disperdere le risorse in iniziative irrilevanti o di scarsa importanza. Cittadine della Puglia come Gallipoli, con il suo turismo estivo e i grandi eventi, Molfetta con Cornetto Battiti Live o Melpignano, divenuta simbolo del folclore grazie alla Notte della Taranta, il più grande concerto dedicato alla musica popolare tradizionale in Europa, hanno dimostrato come una visione strutturata e strategica possa trasformare manifestazioni musicali in veri e propri brand territoriali di fama internazionale. Allo stesso modo Ancona è un luogo adatto per scommettere su un progetto che valorizzi il proprio patrimonio culturale, paesaggistico e artistico, strutturando un festival o una rassegna che siano radicati nella tradizione, ma aperti alla contemporaneità. Con il fine atteso di far divenire gli eventi dei driver turistici e culturali di grande portata, determinante è la creazione di una forte identità tematica, con un calendario stabile e una rete di collaborazioni con artisti, istituzioni e sponsor, trasformando la città in un crocevia musicale capace di attrarre pubblico nazionale e internazionale, proprio come è accaduto per le località pugliesi.

IL GIOCO DEL PALLONE COL BRACCIALE

Praticato anticamente nel Capoluogo dorico, molto in voga anche nel resto d'Italia tra il Rinascimento e l'Ottocento, si giocava utilizzando un bracciale di legno chiodato per colpire una palla e mandarla oltre la linea avversaria, in una sorta di mix tra la pallavolo e il tennis, ma con un'estetica senza dubbio più rude e di grande impatto visivo. Più di un semplice sport, un evento comunitario, solitamente legato a feste e manifestazioni pubbliche, giocato in spazi aperti, come piazze o campi predisposti per la circostanza, attirava un folto pubblico appassionato, trasformando ogni partita in uno spettacolo altamente partecipato. Purtroppo caduto in disuso, l'occasione di riscoprire l'antica evocazione storica riporterebbe alla ribalta la tradizione, magari con eventi che mescolino sport, vicende vissute e intrattenimento, per far rivivere e rafforzare uno scampolo di identità culturale locale.

LINGUAGGIO DELLA COMUNICAZIONE

La campagna di comunicazione pubblicitaria, strutturata per posizionare la città come landmark culturale e turistico, enfatizzerebbe i suoi asset unici attraverso un linguaggio contraddistinto da uno stile assertivo e attento che sia anche contemporaneo, strategico e all'altezza di generare brand loyalty da parte delle persone raggiunte.

Ideazione e definizione progettuale
Il formato prevede un linguaggio della comunicazione inclusivo e accessibile basato su strategie mirate che coniugano storytelling territoriale, interazioni positive e uno sviluppo di politiche di fidelizzazione atte a ingenerare una connessione efficace con il pubblico di riferimento e a valorizzare il patrimonio culturale locale. L'utilizzo di tecniche narrative con contenuti identitari ottimati da fattori emotivi, consente di veicolare messaggi chiari e significanti per rafforzare il legame con l'insieme degli individui raggiunti. La scelta del registro linguistico dipende dal target, per cui la narrazione adotta un tono di voce evocativo adatto ai turisti in visita alla Dorica e uno più tecnico, conferente autorevolezza, rivolto a partner istituzionali. L'integrazione di inviti che spingono gli utenti a compiere specifiche azioni, come rendere semplice e intuitivo ogni singolo passo da compiere per accedere a contenuti digitali, unitamente a elementi visivi, rafforza l'interazione, nel mentre l'introduzione di terminologie specifiche e tecniche accresce la credibilità e l'impatto comunicativo. Un approccio accessibile di omnicanalità garante di un messaggio percepito in modo uniforme, adattandosi al contesto e al mezzo di diffusione, prevede contenuti diversificati, dalle campagne digitali con immagini immersive ai video podcast che esplorano il patrimonio artistico ed enogastronomico, o agli eventi fisici che integrano esperienze di engagement diretto con il territorio. Ogni elemento linguistico deve essere funzionale e concorre alla costruzione di un'identità solida e riconoscibile, non solo idoneo a comporre una nota informativa da diffondere, ma uno strumento per creare emozioni, stimolare l'immaginazione e rafforzare il legame tra il pubblico e il messaggio. Il linguaggio della comunicazione, soprattutto in un contesto come quello di un video podcast o di un progetto culturale, è calibrato per rispondere alle esigenze del target di riferimento e per trasmettere il messaggio in modo chiaro, coinvolgente e autentico, colloquiale ma ricco di sfumature, capace di evocare immagini e sensazioni. L'aspetto fondamentale consiste nel trovare un equilibrio tra professionalità e spontaneità, creando una connessione emotiva e intellettuale con chi ascolta o guarda per riuscire a mantenere elevata l'attenzione.

PODCAST ESPERIENZIALI

Raccontare Ancona utilizzando podcast esperienziali delineerebbe il nuovo confine di una frontiera innovativa da varcare per valorizzare i luoghi cittadini e il comprensorio mediante narrazioni immersive e coinvolgenti.

Ideazione e definizione progettuale
Lo sviluppo del concept si basa su un formato inclusivo di episodi tematici che esplorano aspetti specifici, curiosità cittadine e aneddoti, oltre a storie immersive raccontate da voci autentiche nelle interviste registrate sul campo da parte di abitanti, storici, artisti, pescatori e guide locali per offrire prospettive genuine e personali. I contenuti, idonei a indirizzare gli ascoltatori attraverso percorsi specifici, spaziano dalle storie di vita di persone che hanno vissuto o trasformato la città dagli antichi marinai alle nuove generazioni di creativi, dalle opere d'arte museali alla realizzazione dei murales, dai sapori dei piatti tipici alle tradizioni culinarie con interviste a cuochi e produttori locali di eccellenze enogastronomiche. La produzione di podcast sensoriali, evocando immagini mentali attraverso suoni ambientali, musiche locali e descrizioni vivide, sono strumenti di marketing esperienziale ideali per creare un legame emotivo con il pubblico stimolando la curiosità e il desiderio di scoperta. Ogni episodio è accompagnato da mappe interattive per seguire il percorso narrativo in chiave moderna e accessibile, e nei luoghi fisici d'interesse sono installate delle targhe con QR code che rimandano al racconto. La creazione di una comunità online permette agli ascoltatori dei podcast di interagire, stimolare campagne hashtag sui social media e condividere le loro esperienze, suggerendo nuove tematiche da sviluppare a completamento di una guida alternativa e affascinante per scoprire Ancona sviscerandone i segreti più reconditi. Tecniche di storytelling multimediale includono video immersivi e documentari emozionali che esplorano zone iconiche della città, tour interattivi con realtà aumentata che, inquadrando i luoghi, con l'utilizzo di una app mostrano informazioni storiche o ricostruzioni virtuali di come si presentavano nel passato e simulazioni immersive che permettono di "passeggiare" per Ancona, esplorare il Teatro delle Muse, visitare il Passetto o navigare le acque del Conero da qualsiasi parte del mondo.

CANALE VIDEO PODCAST IMMERSIVO

Un canale video podcast, esclusivamente dedicato ad Ancona e alle Marche, comporrebbe una piattaforma innovativa per raccontare il territorio con storie autentiche ed emozionali che esplorino tradizioni locali, miti e leggende popolari, aneddoti storici, percorsi immaginari e immaginifici, interviste alle voci delle comunità ed esperienze multisensoriali arricchite da suoni ambientali, dando vita a un viaggio immersivo utile a promuovere il turismo, rafforzare l'identità regionale e a connettere profondamente gli spettatori con l'anima e la cultura del luogo.

Ideazione e definizione progettuale
Il formato e la struttura ipotizzano episodi tematici di breve durata per un ascolto agile e facilmente acquisibile dalla memoria, con voci armoniose e rassicuranti in grado di catturare l'attenzione con piacevolezza, qualità di stampo televisivo assistita dall'uso di sound design per generare atmosfere immersive con suoni ed effetti ambientali registrati direttamente nei luoghi vissuti, e collaborazioni con narratori locali, scrittori e artisti per arricchire i contenuti. Il video podcast è il formato più idoneo per raccontare il territorio, assemblando la narrazione visiva, supportata da riprese spettacolari, con i contenuti audio professionali atti a coinvolgere intensamente il pubblico di riferimento, sfruttando inoltre le piattaforme social per incrementare la visibilità con estratti brevi che invoglino gli spettatori a guardare l'intero episodio.

SOCIAL MEDIA EXPERIENCE

Concepire una strategia di social media experience significherebbe trasformare la città in un ambiente interattivo, capace di connettere residenti e turisti attraverso contenuti che esercitino una reciprocità di azione, esperienze immersive e narrazioni coinvolgenti.

Ideazione e definizione progettuale
Sviluppare un piano d'interazione sui social media inizia da un racconto autentico e avvincente del luogo, stimolando un dialogo diretto con il pubblico di riferimento per mezzo di contenuti non circoscritti alla promozione, ma ispirati e stimolanti alla scoperta dei siti di apprezzabile interesse con una narrazione visiva potente, sfruttando immagini fotografiche e video che catturino la bellezza dei luoghi iconici come il Passetto, il Duomo di San Ciriaco o il Parco del Cardeto, alternati a scorci meno conosciuti e più intimi per svelare il lato cittadino nascosto. Parimenti importante è la trattazione di contenuti esperienziali come brevi video in prima persona simulanti una passeggiata per le vie del centro storico o una giornata trascorsa presso l'area portuale. Format interattivi, come sondaggi e dirette streaming, anche con esperti e guide, coinvolgono il pubblico in maniera diretta con la richiesta di scegliere degli itinerari, eventi o attività da scoprire. Instagram e Facebook diventano attici virtuali ideali per condividere momenti fugaci, come l'alba sul mare o una giornata di festa cittadina, mentre i post in feed possono approfondire tematiche legate alla cultura, gastronomia o storia locale. Altro pilastro portante della strategia è la collaborazione con abili influenzatori e creatori di contenuti locali o transnazionali che, attraverso il proprio linguaggio spontaneo e consigli personali, sono in grado di raccontare la città da prospettive diverse, attirando un pubblico più ampio. Inoltre, la creazione di hashtah dedicati consente di raccogliere e diffondere i contenuti generati dagli utenti, trasformandoli in ambasciatori spontanei della città. A completamento di una strategia efficace, è fondamentale costruire un calendario editoriale ben strutturato, che alterni contenuti stagionali, come i migliori luoghi per ammirare lo spettacolo dei colori autunnali o le spiagge più suggestive in estate, a racconti legati agli eventi culturali e alla vita quotidiana. L'uso strategico di tecnicismi adatti allo sviluppo del concept, per un corretto posizionamento della città, evidenziano la dualità tra natura e cultura, tradizione e modernità di una realtà dinamica e innovativa, con font attuali e leggibili per un'estetica contemporanea e con una palette di colori ispirati al blu dell'Adriatico e ai toni solari della falesia del Conero. Tutto questo, combinato con un tono di voce fresco e inclusivo, farebbe di Ancona non solo una meta da visitare, ma un'esperienza da vivere e condividere anche tramite contest fotografici con incentivi e premi per i visitatori.

APPLICAZIONE DIGITALE PER L'INCREMENTO DELLE VENDITE E LA FIDELIZZAZIONE DEI CLIENTI

Caratterizzata da funzionalità originali e coinvolgenti, la piattaforma integra una mappa interattiva che offre a residenti, turisti e crocieristi – già in fase di sbarco – la possibilità di un'esplorazione virtuale delle vetrine dei negozi aderenti in comodato d'uso gratuito al circuito virtuoso. Mediante l'impiego della realtà aumentata, gli utilizzatori possono visualizzare i prodotti, ma anche servizi, in modo immersivo e selezionare preventivamente gli articoli di loro interesse, ottimizzando l'esperienza d'acquisto in base alle proprie immediate esigenze e contribuendo significativamente alla vitalità economica della città. L'applicativo suggerisce, inoltre, la facoltà di creare itinerari commerciali personalizzati attraverso percorsi tematici modulati su interessi specifici dell'utenza. Tali tragitti possono spaziare dalla valorizzazione dell'artigianato autentico "Made in Marche" e l'identificazione di prodotti enogastronomici locali, fino a esperienze di shopping di alta gamma dedicate alle referenze del comparto lusso, proponendo un utilizzo mirato e segmentato dell'offerta. La funzionalità Shopping Concierge introduce la figura di un assistente virtuale multilingue che, con un'interazione empatica e immediata, assiste il visitatore in tempo reale. Il servizio non solo facilita la prenotazione e il ritiro in negozio, snellendo gli spostamenti per acquisti, ma integra anche vantaggi esclusivi come incentivi economici attivabili tramite la scansione del biglietto d'imbarco o di un codice univoco (QR code) generato dall'applicazione. Attraverso la geolocalizzazione gli esercenti hanno la possibilità di veicolare promozioni lampo e offerte contestuali, visibili esclusivamente agli utenti che si trovano in prossimità del punto vendita, incentivando così i crocieristi allo sbarco e alla fruizione delle attività commerciali locali. Il sistema integra un meccanismo di ludicizzazione, ovvero, completando specifici itinerari d'acquisto o visitando un numero predefinito di negozi, i clienti accumulano punti convertibili in vantaggi esclusivi, quali sconti, gadget locali o eventi immersivi come degustazioni di prodotti enogastronomici tipici marchigiani. L'esperienza è ulteriormente arricchita da tour integrati, sviluppati in collaborazione con guide locali, che fondono sinergicamente shopping e cultura, includendo dimostrazioni artigianali e percorsi tematici tra le botteghe storiche e le attrazioni primarie di Ancona.

INSTALLAZIONI 3D

Installazioni 3D contribuirebbero a convertire la città in un vero e proprio laboratorio di arte contemporanea e innovazione tecnologica.

Ideazione e definizione progettuale
Opere tridimensionali, progettate per interagire con lo spazio pubblico, possono essere concepite per arricchire piazze, parchi e strade, rendendo l'ambiente urbano più vivo e stimolante sia per i residenti che per i visitatori. Desta interesse di approfondimento l'introduzione di interventi luminosi interattivi, reagenti ai movimenti dei passanti in virtù di tecnologie avanzate come LED intelligenti mappabili e sensori di prossimità, all'altezza di disegnare scenografie dinamiche e coinvolgenti, oppure sculture di luce tridimensionali, realizzate con materiali sostenibili e design innovativo, che divenendo simboli iconici della città valorizzano il patrimonio estetico e culturale. Come accade in alcuni centri abitati del sud peninsulare, divenuti luoghi turistici di primaria importanza, le installazioni possono essere temporanee, pensate per eventi speciali o ricorrenze, stimolanti il dialogo tra passato e presente attraverso opere artistiche sperimentali, arricchendo il calendario cittadino con iniziative che attraggono un pubblico diversificato e interessato alla creatività contemporanea. L'integrazione di spazi multimediali e realtà aumentata consente inoltre di offrire esperienze sensoriali esclusive, efficaci a valorizzare il tessuto urbano e a fornire nuova linfa vitale anche alle aree meno frequentate o alle frazioni dimenticate. Un progetto di installazioni 3D ben strutturato non si limita a riqualificare gli spazi pubblici, ma favorisce anche l'interazione sociale e culturale, rafforzando l'identità della città e rendendola un punto di riferimento per l'arte contemporanea e la rigenerazione urbana, in cui estro e tecnologia si incontrano in armonia, offrendo un'esperienza visiva e culturale straordinaria.

SPETTACOLO CON DRONI A LED LUMINOSI E VIDEO MAPPING

Uno spettacolo con droni a LED luminosi, integrato da proiezioni video e animazioni su superfici tridimensionali, potrebbe essere l'evento più impattante e idoneo a raccontare la storia di Ancona come antica Repubblica marinara, unendo innovazione tecnologica e tradizione storica per tramutare la volta celeste sopra la città in una narrazione visiva mozzafiato.

Ideazione e definizione progettuale
Centinaia di droni sincronizzati che, al calar della notte, si alzano in cielo sopra il Passetto o sul Porto Antico, illuminando il buio con coreografie dinamiche, ripercorrono i momenti più significativi della storia cittadina. La performance inizia con l'immagine stilizzata di un'antica nave da guerra, un galeone che prende forma nel cielo muovendosi come se solcasse onde luminose e a seguire una silhouette ricreata dell'Arco di Traiano, simbolo iconico della città, per poi passare a rappresentazioni che narrano i commerci con il lontano Oriente, le battaglie navali e lo splendore culturale dell'epoca medievale. Il tutto accompagnato da una colonna sonora epica, plausibilmente composta da musicisti locali, che amplifichi l'emozione del pubblico. Tramutando la notte in una tela dinamica in continua evoluzione, il suggestivo affresco prende vita per mezzo di architetture di luce tridimensionali, costituite da droni luminosi e fasci di laser volumetrici, che ricreano la partenza via mare di San Francesco diretto verso la Terra Santa per incontrare il Sultano d'Egitto con il fine di instaurare un dialogo interreligioso. Le coreografie aeree dipingono la sagoma del Porto Antico, un'imbarcazione si staglia tra onde di luce e la figura del santo mistico, avvolta da un'aureola luminosa, cattura la scena mentre il viaggio spirituale si trasforma in un racconto solenne sospeso tra storia e fede, sulla stesura musicata del Cantico delle Creature, dove passato e innovazione si accordano con un'intensità espressiva senza pari. L'evento tocca il culmine con una rappresentazione simbolica del mare Adriatico, mediante onde luminose che si infrangono contro una riproduzione aerea del Duomo di San Ciriaco, sospeso come un faro di luce nel firmamento. I droni disegnano poi la rosa dei venti, a rappresentare il ruolo di Ancona come crocevia di rotte marittime, chiudendo lo spettacolo con un esplosione di colori che celebra il legame tra passato e presente. Una manifestazione di tale impatto non solo valorizza la storia e l'identità di Ancona, ma posiziona la città quale esempio di innovazione culturale, capace di competere con eventi di fama internazionale come quello che si svolge ogni anno a Budapest per la festa del patrono ungherese. Un'occasione straordinaria per attrarre visitatori da tutta Italia e dall'estero, trasformando la narrazione storica in una indimenticabile esperienza multisensoriale.

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L'INCONSAPEVOLEZZA DEL BELLO

La sfida più ardua per qualsivoglia amministrazione municipale, talvolta disattenta, è costituita dal riconoscere che il "bello" non dovrebbe essere inteso come mero costo, lusso o capriccio, ma un investimento per il benessere collettivo che attrae rendendo piacevolmente vivibile la città e alimentando sentimenti di fierezza nei concittadini. La bellezza infonde rispetto ed è capace di educare anche chi la vive, alimentandone la cultura e la sensibilità, ma soprattutto la cognizione che ogni scelta urbanistica lascia un'impronta duratura nel tempo che incide sull'armonia della convivenza sociale. L'insensibilità al "bello" è perniciosa, riducendo gli spazi esecutivi a semplici contenitori funzionali e privi di anima, poiché la consonanza estetica non è da considerarsi semplicemente un ornamento ma un rapporto relazionale con l'identità degli abitanti e la propria memoria, che deriva insegnamenti dal passato ispirandone il futuro. Effettuare con cecità estetica lavori pubblici che comportino la messa in pratica di un progetto rischia di spezzare il legame instaurato con il territorio e i propri abitanti, lasciando le persone in un ambiente disarmonico e trascurato che non parla alla loro umanità ma esclusivamente alle impellenze, trascurando una dimensione etica che spesso ignora il bene comune, in quanto il "bello" è ciò che eleva, unisce e dona dignità. Paradossalmente, con riferimento ai sacrosanti e necessari lavori di riqualificazione eseguiti sulla volta della Galleria del Risorgimento, si plaude al buon esito degli stessi attesi da tempo, ma al contempo si inciampa sull'attrattiva del decoro urbano che resta l'eterna dimenticata, anche dopo aver agghindato gli esterni dell'infrastruttura con discutibili e forse inopportuni graffiti. Pur essendo una componente funzionale, la cabina adibita a vano tecnico fuori terra, che insiste sulla pubblica area di sosta a pagamento di via Michelangelo, accanto agli edifici di civile abitazione, poteva e doveva essere pensata con maggiore attenzione alla nuova intrapresa al dialogo estetico del quartiere già deturpato dall'incedere del tempo, dai graffiti selvaggi e dall'incuria. Il solito parallelepipedo anonimo, color ingenerato da dissenteria acuta, buttato lì al pari di un mobile ingombrante abbandonato, a testimoniare come la funzionalità viene brutalmente separata dall'armonia del contesto ignorando l'ulteriore inquinamento visivo recato alla già precaria architettura circostante. Persino gli elementi più "utilitaristici" di un progetto fanno parte dell'ambiente che le persone vivono ogni giorno e quando sono pensati solamente con approccio accademico, seppur da decantati archistar o qualificati ingegneri, diventano corpi estranei, simbolo di trascuratezza e di limitata visione d'insieme. La carenza di cura estetica è un po' un tradimento del concetto stesso di "riqualificazione". La valorizzazione di porzioni del territorio è strettamente correlata alla capacità di concepire un luogo ideale, poiché riqualificare non vuol dire solo mettere a norma, aggiustare o rendere funzionale, ma vuol significare anche restituire dignità e bellezza a un paesaggio urbano, e ignorare l'immagine visiva esterna dell'ingombrante cabina del locale tecnico, già tela d'autore di scarabocchi e imbrattature, significa lasciare un'impronta di sciatteria in un contesto che meriterebbe invece accuratezza e rispetto. In fondo, non servono chissà quali mezzi e risorse economiche per svolgere attività lavorative con un tocco di gradevole eleganza. 

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HIC SUNT LEONES

Oltre la linea di demarcazione tra centro opulento e periferia disagiata

Rivalutare l'utopia della bellezza adornando di grazia ed eleganza un agglomerato urbano deturpato è obbligo sociale di chiunque, poiché il bello è contagioso e diviene valore collettivo, ma senza una committenza illuminata ed educata alla dottrina della conoscenza sensibile ogni tentativo di creare spazi pubblici attrattivi è destinato a partorire una violenza culturale sul territorio. L'arte urbana, intesa come risorsa comunicativa da veicolare senza censure, esprime il sentimento graffiante della cultura contemporanea, a volte con una valenza tale da poter incidere anche sulle coscienze, qualora ciò avvenga in un progetto di riqualificazione figlio di una visione consapevole e lungimirante di marketing cittadino, che contempli la progettualità tra pubblico e privato con il fine di ridare decoro e vitalità a un'area considerata periferica o degradata, come è accaduto per interi quartieri residenziali di città cosmopolite con un passato segnato dal forte decadimento e da un'aspra protesta sociale.

L'East London della capitale britannica dal decorso post-industriale, il sud-est multiculturale di Parigi nel XIII arrondissement sulla rive gauche, il settimo distretto di Budapest, l'East Side di Berlino dopo la caduta del muro e la fine della guerra fredda, o non-luoghi cittadini impersonali di tante altre metropoli nel mondo come Philadelphia e New York, dove tutto è nato spontaneamente con il Graffitismo alla fine degli anni 60 e l'inizio dei 70, sono oggi considerati quartieri "cool" o "à la page", poiché l'elevata cifra stilistica dell'arte di strada, interpretata nelle epoche da capaci artisti divenuti di fama internazionale, ha contribuito fortemente alla rigenerazione territoriale, alla fecondazione di movimenti culturali facilitanti l'interazione sociale e alla proliferazione di locali underground e ritrovi di tendenza.

Orbene, Ancona non è in alcun modo comparabile con le metropoli globali e neppure con paesi o borghi parzialmente spopolati dell'entroterra marchigiano o della Marsica rappresentati esteticamente da opere d'arte visiva, ma alcune porzioni della città trascurate da tempo, lasciate scivolare lentamente nel dimenticatoio da ogni amministrazione avvicendatasi, potrebbero essere rivalutate con iniziative suppletive a opere pubbliche capaci di dare enfasi all'estro creativo, anche tramite azioni virtuose di finanziamenti collettivi o sovvenzioni destinate a progetti di utilità sociale, contribuendo a combattere il degrado dilagante e ad agevolare il recupero di nuovi spazi di socializzazione colorandone la quotidianità. Con buona probabilità, il contesto ambientale e strutturale della Galleria del Risorgimento può suscitare dubbi legittimi non essendo il più adatto per principiare una politica di rigenerazione urbana mediante "murales", in virtù di alcuni motivi di varia natura, sia utilitaristica che tecnica, non ultimo la disapprovazione di una cospicua fetta della popolazione residente in prossimità dell'area, percepita marginale e considerata allo stato attuale ancor più di demarcazione tra centro opulento e periferia disagiata, che visualizza in astratto il confine netto da varcare verso un ulteriore declino per incuria da rassegnato permissivismo, come peraltro accaduto in rioni contigui in cui gli stabili hanno subito una notevole perdita di valore, taluni esercizi di vicinato o attività lavorative hanno chiuso i battenti e la qualità di vita è diminuita sensibilmente con ricadute sociologiche e senso d'insicurezza.

Con il fine della migliore salvaguardia della rappresentazione visiva, tenendo conto dell'annerimento progressivo delle facciate dipinte dovuto alla continua emissione di gas di scarico dei mezzi in transito, delle costanti fessurazioni degli intonaci generate quotidianamente dalle vibrazioni prodotte dall'afflusso di traffico veicolare, riscontrabili visibilmente anche sulle pareti esterne dei palazzi limitrofi come in quello dello scrivente, dello spazio risicato e caotico alla comprensione subitanea, della vernice murale già colata sul fondo bianco sottostante da curarne la manutenzione, della confusione con la segnaletica stradale che potrebbe ingenerare distrazioni alla guida e dello scarso, se non gelido, apprezzamento espresso da numerosi abitanti del quartiere che si sentono ancora più emarginati di prima interpretandone a torto o a ragione l'ulteriore scadimento, forse sarebbe stato più opportuno inserire l'opera del talentuoso maestro d'arte in altra galleria pittorica a cielo aperto, più consona ed estesa per esprimere liberamente il pensiero e preservarlo dalle ingiurie dell'inquinamento ambientale e dalle sollecitazioni degli agenti esterni, per quanto possibile accanto a capolavori di strabilianti Artisti con l'A maiuscola come il leggendario 3D street artist Cityzen Kane oppure Zabou, JDL, Jorit, JR, Haring, Kobra, Basquiat, Pixelpancho, Refreshink con la tecnica del mosaico dipinto e perché no Banksy, quanto meno in ossequio alla Regione che ha dato i natali al più grande interprete del concetto estetico di ogni epoca, Raffaello Sanzio, poiché oggidì i canoni artistici sono mutati rispetto al passato, ma stupisce comunque la propensione ad attribuire con facilità la qualifica di artista anche a chi non possiede particolari abilità nella propria branca creativa o disciplina delle arti. Sventuratamente il brutto è accessibile a chicchessia, nel mentre la consapevolezza del bello è appannaggio di una platea più contenuta necessitando della facoltà di apprendere un linguaggio emozionale alla stregua di un idioma sconosciuto, ma la dimensione senza tempo della bellezza è comunque permeata di virtù e capace di far vivere meglio le persone appagando l'animo attraverso i sensi di ogni cittadino o di chi pratichi un turismo esperienziale connesso al territorio.

Essendo la realtà fattuale dissimile da quella del famoso "Leake Street", il tunnel pedonale ad archi sotto i binari della stazione di London Waterloo, l'obiettivo auspicato di conferire unicità nell'aspetto a un monumento cittadino, trasformandolo in un'opera dell'ingegno umano di carattere creativo che rappresenti in maniera esemplare la nostra epoca, forse poteva essere raggiunto agevolmente con altri interventi più accorti, persino seguendo le orme delle città portoghesi divenute attrazioni internazionali per essere impreziosite da manufatti ceramici decorati e nel caso di specie, per similitudine, con la possibilità esclusiva di piastrellare le pareti esterne in entrata e uscita della Galleria del Risorgimento con maioliche istoriate o smaltate, straordinari ornamenti dell'architettura tipica locale di tradizione plurisecolare provenienti dalle rinomate manifatture marchigiane dell'antica Casteldurante o di Pesaro, oppure di Appignano o di Ascoli Piceno. La locale produzione ceramica istoriata durantina, risalente all'epoca rinascimentale, è esposta nei più famosi musei del mondo, dal Louvre di Parigi al British Museum e al Victoria & Albert Museum di Londra, dall'Ermitage di San Pietroburgo al Metropolitan di New York; verosimilmente anche in Ancona non avrebbe sfigurato.

Altresì, invece di allontanare sentimentalmente i quartieri percorribili in uscita, è svanito il momento propizio per meditare più intensamente su come accorciare le distanze in direzione del centro cittadino con il fine atteso di rivalutare e rivivificare, al passo con i tempi, verso obiettivi di sviluppo sostenibili e la cosiddetta transizione ecologica di cui tanto si parla, l'intera area suggerendo modelli ingegnosi per costruire nel futuro prossimo un sistema avveniristico di pedonalizzazione assistita che copra la lunghezza totale della Galleria, consentendo di ridurre l'impatto del traffico veicolare con minori emissioni di anidride carbonica e gas tossici, per di più, se fattibile, alimentato con energie alternative in maniera comparabile all'impianto di approvvigionamento energetico magistralmente realizzato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, proprio di fronte alla Galleria del Risorgimento. Al di là dell'estetica di rappresentanza del nostro monumento al traffico, come è accaduto di recente a Milano con l'installazione del più grande impianto "green" di affissioni pubblicitarie d'Europa, ottimo veicolo di marketing della comunicazione, è auspicabile che l'ulteriore obiettivo da raggiungere durante il prosieguo dei lavori possa essere costituito dall'utilizzo di ecopitture e materiali fotocatalitici autopulenti di ultima generazione, cosiddetti mangia-smog, in grado di trasformare sia le sostanze organiche che inorganiche presenti nell'aria inquinata in composti innocui per la salute e l'ambiente, bonificando la qualità dell'atmosfera. Stando ai dati forniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'inquinamento urbano è causa di oltre un quarto delle malattie e dei decessi nel mondo. Ciascuno ha la sua ricetta visionaria, confacente a dare risalto alla funzione espressiva della materia e a foggiare la propria Porta d'Ishtar dell'antica Babilonia, ma probabilmente quella appena approntata è alquanto insipida. Non si può accontentare tutti, ma neppure scontentare tanti!

Gabriele Cotichelli

Professionista della comunicazione pubblicitaria

Articolo Pubblicato sul weblog Spumarche il 25.06.2024

Ripubblicato dalla testata Vivere Ancona il 13.07.2024

© Riproduzione riservata

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Gabriele Cotichelli - Ideatore del formatColosso del divertimento immerso nel verde marchigiano,

Gabriele Cotichelli - Ideatore del format

Colosso del divertimento immerso nel verde marchigiano,

- il Pulvisia

 fa di ogni evento uno spettacolo che unisce ballo, musica e arte

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